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La storia di due ragazzi che amano lo sport ed inseguono il loro sogno, divisi tra calcio e pugilato, scuola e famiglia, dovranno affrontare le difficoltà dell'adolescenza, tra amori e liti, con piccoli incidenti di percorso, animati da un fattore comune, una grande Voglia di Vincere. Motivazionale, avvincente, affascinante e reale, saprà emozionarti e consigliarti fra le righe...
UN NUMERO SPECIALE INTERAMENTE DEDICATO ALLE BELLEZZE UNICHE DI SCILLA - (RECENSIONE DI FRANCO PAGNOTTA) Un omaggio alla splendida cittadina di Scilla. Questo è il numero de “Il Normanno” che il preside – giornalista Imperio Assisi (fondatore e direttore della storica rivista) ha dato alle stampe poche settimane fà. Approfittando della giornata che moglie e figlio gli hanno regalato per i suoi ottant’anni, Assisi fa un tuffo quanto mai augurale nella longeva storia di uno dei posti più incantevoli della Calabria. Quello che emerge dalle quasi cento pagine della rivista non è un freddo elenco di notizie e documenti, bensì un reportage fatto di scatti, foto d’epoca e richiami storici e mitologici che prendono per mano il lettore e lo accompagnano tra i vicoli, le imponenti case nobiliari e quelle dei pescatori arroccate su questo affascinante spazio della Costa Viola. Non mancano cenni storici e narrazione di avvenimenti, anche drammatici, come il terremoto del 1783 (“morirono intorno a duemila persone, che stavano sulla rena o nelle barche per scampare i pericoli della terra, il principe Ruffo era tra quelli”, dalle memorie di Michele Agusti) e storie quotidiane di una vita grama e sempre in salita, come quella dei poveri pescatori del pescespada di cui rimangono ancora le vecchie abitazioni a ridosso della Chianalea. Vicende e fatti per i quali egli si affida, riportandone stralci di documenti, ai testi di Giovanni Minasi, a Nicola Marcone (“Viaggio in Calabria”), Gabriele Barrio (“De antiquitate et situ Calabriae”) e poi, per quanto concerne la mitologia, a Ovidio (Il mito di Scilla e Glauco), Omero (Odissea: “Scilla ivi alberga, che moleste grida di mandar non ristà”), Virgiio (Eneide, il fascino incantevole delle Sirene) e Dante Alighieri. E poi, le testimonianze di viaggiatori, come il francese Astolphe de Custine (“non credo che esistano al mondo dei luoghi più belli di questa parte delle coste della Calabria”). Una economia, quella di questo angolo della punta dello Stivale, caratterizzata essenzialmente dalla pesca, un’attività dalle modalità e dai “riti” che fino a pochi anni fa erano ancora immutati e che sono stati immortalati dalla canzone “U pisci spada” di Domenico Modugno, a cui sono dedicate sei pagine intere, comprese di spartito musicale. Parole, miti, racconti e tante fotografie a colori che sembrano accompagnarti passo passo lungo stradine, scogliere e storie di un luogo dal fascino unico. “Non c’è sabbia per tutta la zona Chianalea, la piccola Venezia calabra – si legge nella didascalia di una di esse – Le onde battono e si smorzano lungo i forti muri delle case, penetrano negli stretti riposti delle barche, ricoverate a contatto con gli usci delle case”. E poi, quanta nostalgia nella storia dei “Ferribbotti”, le navi traghetto “Scilla” e “Cariddi” sulle quali tanti studenti universitari iscritti a Messina (ancora in Calabria non esisteva alcuna università), fino agli anni ’70, sono saliti col cuore in gola per un esame difficile da superare o, di ritorno, con la gioia di essere diventati “dottori”, in gran parte figli di contadini che sognavano finalmente un riscatto dopo anni di sfruttamento e sottomissione nelle terre altrui. Una storia, quella dei traghetti, che Assisi ci propone con bellissime foto d’epoca, tra cui spicca quella della “Cariddi” abbandonata e affondata nell’anno 2006. E le ultime pagine de “Il Normanno”, trattandosi di una gita –regalo per il suo genetliaco, sono un canto d’amore per la sua famiglia, un tenero omaggio alla moglie e al figlio Alfredo, con scatti e didascalie piene di ironia e di affetto. Come quella, dolce e paterna, di pagina 80: “Non era Scilla un mostro, figlio mio, ma ninfa dagli occhi azzurri come il mare. Né Glauco, orribil dio marino, pesce-uomo, ma splendide creature col sol desio d’amore, lo stesso amore che ti plasmò quando nascesti, e dai marosi ti protegge ancora”.

Si è conclusa con enorme successo la XIII edizione 2016 del Premio Internazionale di Poesia “Tropea: Onde Mediterranee” con la premiazione dei poeti vincitori delle singole sezioni, artisti provenienti da tutta Italia.

Nel corso della consueta cerimonia di premiazione tenutasi nella sala convegni dell’Hotel Tropis, nella splendida cornice della cittadina di Tropea, è avvenuta la consegna di un alto riconoscimento letterario per la poetessa emergente, Teresa Averta, 48 anni, originaria di Vibo Valentia, Autrice che ha pubblicato diverse opere con Libritalia.net, docente e scrittrice, che ha conquistato il primo premio di questa tredicesima edizione del concorso internazionale di poesia “Onde Mediterranee” per la sezione “poesia inedita per adulti”. Il componimento poetico con il quale ha vinto meritatamente il premio, dal titolo “Un raggio di Sole”, è una lirica dedicata ai “malati terminali”, tema molto sentito dal pubblico;
l’autrice con versi liberamente espressi, incide sulla pagina sentimenti di malinconia e speranza, una poesia profondamente emozionante, calibrata e ben composta. In un’atmosfera di musica e colori, ha presentato la manifestazione il presidente Pasquale De Luca, anima instancabile nonché promotore e organizzatore della festa della poesia, accompagnato dalla commissione esaminatrice che ha svolto il lavoro di selezione competente e accurata dei vincitori.
Grande organizzazione e seria professionalità si sono evidenziate nel lavoro dell’editore Giuseppe Meligrana che ha curato la pregevole “Antologia dei poeti” con tutte le loro opere e nell’aspetto logistico curato dalla Thoth sas di Mario Vallone. Anche quest’anno partecipazione sempre più numerosa e qualificata, dignitosa accoglienza dei poeti giunti da molto lontano nella città di Tropea per ritirare il premio. Gli stessi hanno naturalmente confidato nella sentita partecipazione degli enti pubblici e di chi li ha rappresentati, e nel loro contributo generoso per rendere il Premio un punto fermo di alto prestigio nel panorama culturale della nostra terra, una motivazione soprattutto per le nuove generazioni. Giovani poeti e scrittori hanno regalato uno spaccato di vita affascinante con i loro sublimi versi, un viaggio alla scoperta di una meravigliosa letteratura calabrese e italiana insieme, cultori appassionati che rappresentano un contributo importante alla costruzione di una società fondata sui principi del rispetto delle diverse identità culturali, mantenendo e sviluppando le tradizioni presenti sul territorio.

Mercoledì, 17 Agosto 2016 22:10

L'OMBRA DI DIANA di Maria Concetta Preta

“L’ombra di Diana” (inspirato alla leggenda di Diana Recco) romanzo Mistery  - Di Maria Concetta Preta - L’opera è un romanzo giallo a sfondo storico ambientato in Calabria, e più precisamente nell’antica Monteleone.
L’autrice, sorretta da conoscenze specifiche sui secoli XVI – XVII – XVIII, mette al centro dell’intrigo la dimenticata leggenda di Diana Recco e dei Sette Martiri di Monteleone il cui eccidio, voluto dai duchi Pignatelli nel 1508, culminò nella vendetta, dieci anni dopo, da parte della discendente di due dei sette martiri; nella vicenda ricorrono alcuni simboli arcani di indubbio valore: una tela del ‘700 con l’enigmatico volto di una dama, il manoscritto vergato dal Walther, un’olla cineraria con fregio apocrifo contenete la mappa d’una favolosa necropoli e, soprattutto, i versi struggenti d’una canzone popolare che rievoca il gesto impavido di Diana Recco: “La ballata di Diana”, composta dall’autrice.

Come promesso torno in libreria e in compagnia di un grande. SAVERIO STRATI.
Avevo in mente di fare una sorpresa alla Calabria riportando alla luce non solo lo scrittore ma la sua opera. E questo libro è frutto di un duro lavoro.  E' con  immensa gioia che restituisco al vostro piacere di lettori l’opera stratiana con due racconti scritti da Strati, sconosciuti a molti e per certi versi quasi inediti.

«C’è una scrittrice che non abita a Sant’Agata del Bianco, eppure ogni giorno con i suoi occhi e la sua mente arriva nella piazzetta di Tibi e Tàscia, o nel promontorio di Còla, trasportata da un bisogno viscerale. Difatti, il suo “faccia a faccia” con lo scrittore santagatese Saverio Strati non può che portarla, inevitabilmente, tra le fontane, le case di pietra e gli angoli più nascosti del nostro paese. Questo perché Giusy Staropoli Calafati è un’attenta studiosa di Strati, ne conosce la radice dolorosa, il talento, il respiro delle pagine». ( Domenico Stranieri sindaco di sant’Agata del Bianco)

SAVERIO STRATI due racconti / pag. 68 / Libritalianet

Venerdì15 LUGLIO 2016 a Francavilla
Presentato nella sala Consiliare in Piazza Solari il Libro “Navigando con San Francesco di Paola” dell’Ingegnere Vincenzo Davoli e di Giuseppe Pungitore, con saluti del Sindaco Avv. Antonella Bartucca e di Don Giovanni Tozzo, interventi di P. Giovanni Cozzolino, del prof. Franco Cortese, di P. Alfonso Longobardi, moderatore l’Ingegnere Vincenzo Davoli - Il libro è sarà presto disponibile nelle migliori librerie on line.

Inoltre è stata inaugurata anche la Mostra fotografica sulla Festa della Gente di Mare nella sala Consiliare in Piazza Solari - Celebrando il Giubileo della Misericordia e il Sesto Centenario della Nascita di San Francesco di Paola.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 15 luglio e per tutto il mese di agosto 2016 

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