Libritalia
×
 x 

0

DON PINO LA VIA DEL MARTIRIO

di Vincenzo SIRACUSA ISBN 978-88-31-981-18-7 LIBRITALIA - D. Pino – con coraggio - cercò di darsi da fare per sottrarre i bambini da questo rischio fatale, attraverso un’educazione e uno stile di vita improntato all’amicizia, alla lealtà, ai valori della collaborazione e a quelli religiosi che facevano, della benevolenza e dell’amore, la legge suprema..

Nel luglio del ’79 faceva la sua comparsa il libro-intervista di Leonardo Sciascia “La Sicilia come metafora”. Dopo un quarto di secolo, tante riflessioni e provocazioni del grande scrittore di Racalmuto sono ancora attuali. Possiamo partire da una di queste per dare l’avvio alla nostra meditazione su come, nella storia siciliana, la Chiesa, la società e i poteri (legali e illegali) abbiano intrecciato il loro sviluppo, le loro vicinanze, i loro scontri. In particolar modo cercheremo di mettere a fuoco, attraverso alcuni episodi significativi, come la Chiesa si sia a lungo interrogata sul proprio ruolo a contatto con due delle piaghe dell’Isola, la povertà da un lato, la mafia dall’altro.
Una materia magmatica, che fa parte a maggior titolo della cronaca più che della storia. Ci limiteremo quindi a pochi flashback, scelti per la loro esemplarità, sullo sfondo degli atavici mali sottosviluppo economico e presenza della criminalità organizzata che hanno contraddistinto le vicende siciliane e, in qualche modo, ne hanno influenzato anche l’evolversi della spiritualità e la crescita dell’impegno civile nel dopoguerra.
L’autonomia dell’Isola potrebbe essere un vanto nel momento in cui la politica nazionale modifica la Costituzione in senso federalista, col nome esotico di “devolution”, ed estende di fatto il “modello Sicilia” a tutte le regioni. Eppure l’autonomia stessa mostrerà - dopo questo breve excursus storico che faremo - di essere stata, e di essere, anche un rischio e una anomalia. Lo Statuto e il massimo delle garanzie autonomistiche, arrivati dopo la guerra insieme con la Repubblica, sono piovuti infatti su una regione che, culturalmente, era al minimo delle capacità di indipendenza e di autogestione. Un’Isola dove la criminalità si organizzava per plagiare il nuovo Stato e prenderne il posto, infiltrandosi tra i partiti al potere.
Per tornare a Sciascia, ecco la citazione illuminante: “La particolarissima viscosità della storia siciliana la si deve anche al fatto che qui si è sempre sperato in cambiamenti che venivano dal di fuori e dall’alto: ogni volta che un viceré lasciava Palermo, in tutti i quartieri della città si faceva festa, perché si pensava che il nuovo sarebbe stato migliore del precedente e che avrebbe finalmente apportato “il” cambiamento. Nessuno tuttavia pensava a rovesciare l’istituzione, le plebi essendo perfettamente avvezze a quest’idea del mutamento che scende dall’alto”.
Tra tutte le genti straniere, quella spagnola aveva in particolar modo colpito Sciascia, che osservava: “Una dominazione imposta, certo, ma ci andava talmente bene da un punto di vista comportamentale ed estetico! Con il loro amore del fasto, della ricchezza e della festa, il loro gusto per la dissipazione e la prodigalità ostentata, la loro tendenza alla grandiosità e alla pompa, gli spagnoli ci misero a nostro agio: eravamo più fastosi ancora di loro. Il termine “spagnolesco” d’altronde è più adatto ai siciliani che non agli spagnoli”.
A voler aggiungere un’altra citazione, nel “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa don Fabrizio Salina così apostrofa il suo interlocutore giunto dal Nord: “Credete davvero, caro Chevalley, di essere il primo a cercare di immettere la Sicilia nel flusso della storia universale? Chissà quanti iman, venuti da terre musulmane, quanti cavalieri del Re Ruggero, quanti scrivani degli Svevi, quanti baroni del re d’Angiò, quanti uomini di legge del re cattolicissimo, hanno concepito la stessa nobile follia; e quanti viceré spagnoli, funzionari riformatori di Carlo III? E chi sa ormai che ne è stato? La Sicilia ha voluto dormire nonostante le loro innovazioni”.


CARATTERISTICHE TECNICHE: FORMATO 14x21 cm. - copertina patinata a colori - interno edizione avorio- pagine n.132

 

10,00 €

TOP