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LA FIGURA, L'OPERA E LA MEMORIA DI KHALED AL-ASAAD

a cura delle classi II DL e II BSU del liceo Vito Capialbi di Vibo Valentia ISBN 978-88-31981-64-4 LIBRITALIA Edizioni

La raccolta di articoli giornalistici (trovati sul web e datati dal 18 agosto 2015, giorno della tragica uccisione di Khaled al-Asaad, fino al 31 dicembre 2018 e che risulta pressochè integrale) qui pubblicata è incentrata sulla figura, l’opera e la memoria del grande archeologo di Palmira, divenuto, suo malgrado, molto famoso a causa dell’eroica morte davanti al teatro della città antica per mano dei fanatici dell’ISIS il 18 agosto del 2015.

A partire del 2016 ogni anno (nella veste di archeologa e di operatrice turistica, nonché principalmente di docente di storia antica) mi reco alla Fiera del Turismo Archeologico di Paestum. All’interno di questo evento, ricco di manifestazioni di grande valore e spessore culturale, si svolge l’International Archaeological Discovery Award “Khaled Al-Asaad” che ha il duplice scopo di premiare una scoperta archeologica tra quelle realizzate nel precedente anno solare e al contempo di ricordare la figura di Khaled all-Assad. In occasione della premiazione dell’edizione del 2016 ho avuto modo di conoscere 3 dei suoi figli Fayrouz, Waleed e Omar (archeologi come il padre) e di instaurare un rapporto di simpatia con loro soprattutto con la prima, una donna dolce e gentile che, a mio avviso, rispecchia e ricorda la signorilità del padre (con cui avevo avuto un fugace incontro nel 1992 durante una visita a Palmira con la Scuola Archeologica Italiana di Atene che frequentavo in quel periodo).

Da quando sono stata a Palmira non ho mai dimenticato questo sito archeologico per la magnificenza dei suoi monumenti, per la bellezza dei suoi inimitabili tramonti, ma anche per quello che quel luogo ha rappresentato in passato, un luogo di incontro tra oriente e occidente, un luogo multietnico in cui greco, latino, persiano e palmireno erano le lingue parlate e scritte, a volte anche da una sola persona. Pertanto, le vicende della guerra siriana che hanno interessato e martoriato anche il sito di Palmira mi hanno colpito molto perchè capivo quanto questi terroristi dell’ISIS, così come tutti i violenti e le persone di cattiva volontà, odiassero la cultura e la bellezza di cui la prima è portatrice. La notizia della triste ed eroica fine del custode di quei luoghi Khaled al-Asaad l’ho accolta con immenso dolore, sono subito scoppiata in un pianto dirotto e per giorni sono stata presa da un senso di angoscia e di impotenza. Poi ho capito che dovevo dare corpo alla speranza, anzi alla certezza che quella morte non fosse stata vana e che il suo eroico sacrificio avesse un significato e fosse per tutti un monito, un insegnamento. Spinta da questi sentimenti e anche in parte per la simpatia che nutrivo e nutro nei confronti dei suoi figli, ho pensato lo scorso anno di intitolare un albero alla memoria di Khaled nel Giardino dei Giusti (appena istituito) del Liceo Vito Capialbi di Vibo Valentia, dove io insegno. Ma questo ricordo anche se non banale, a mio avviso, non bastava, non era sufficiente per onorare la memoria di questo grande archeologo ed eroe dei nostri tempi e, dunque, ho pensato di dedicargli un libro e di farlo scrivere ai miei alunni, che da più anni mi seguono con interesse e dedizione in queste mie “folli” imprese. 

Le classi coinvolte in questo progetto editoriale sono state due, la II D Linguistico e la II B Scienze umane, gli alunni di ciascuna classe sono stati divisi in gruppi ad ognuno dei quali è stato affidato il compito di lavorare su un determinato aspetto e anno. Nello specifico la II D Linguistico ha studiato, attraverso la pubblicistica on line (dal 2015 al 2018), le vicende biografiche di Khaled, la II B Scienze umane, invece si è occupata di raccogliere tutti gli articoli giornalistici on line dello stesso arco cronologico che ricordano Khaled attraverso dediche o intitolazioni di musei, eventi culturali, spazi pubblici, giornate di studio e giardini. Inoltre, gli alunni della II D Linguistico si sono impegnati anche nella realizzazione della copertina ottenuta a partire da un disegno fatto a matita da una alunna e dell’appendice fotografica messa insieme da un altro gruppo di studenti nonchè di curare l’aspetto tecnico-informatico. Alcuni alunni della II B Scienze umane, sono stati coinvolti insieme a me e sotto la mia guida nella correzione delle bozze.

Per l’introduzione al volume siamo, invece, debitori alla prof.ssa Maria Teresa Grassi, direttrice del progetto PALMAIS, che ha lavorato e scavato a Palmira fino all’anno precedente lo scoppio della guerra civile siriana e che tuttora continua a dare voce a quel luogho attraverso lo studio dei suoi monumenti e, soprattutto, attraverso la divulgazione scientifica della sua storia in Italia e nel mondo. A lei siamo particolarmente grati per aver creduto in noi senza esitazione e, soprattutto, senza conoscerci nè aver visto il nostro lavoro. Sapevamo, per aver letto i suoi libri e i suoi articoli scientifici, che la Professoressa Grassi era una grande archeologa e una profonda conoscitrice dell’archeologia delle provincie romane d’oriente, ma in questa occasione abbiamo avuto modo di scoprire il suo lato umano e il fatto che lei sia una grande donna (che ha voluto dimostrare la sua vicinanza culturale agli studenti delle scuole superiori quali sono i nostri) e una persona molto sensibile. In proposito ci tengo a riportare qui quanto mi ha scritto a corredo del testo introduttivo che mi ha inviato qualche settimana fa: “in questo periodo sono oberatissima dagli impegni, ma mi sono sentita in colpa per averla completamente abbandonata. Pertanto, ho  provveduto a preparare un breve testo…”, anche noi siamo oberatissimi da impegni scolastici e non solo, ma avevamo e abbiamo il dovere di trasmettere alle generazioni future il ricordo e l’esempio di un uomo giusto e, soprattutto, libero e di un Eroe martire della cultura, di quella cultura che non ha confini, nè frontiere, nè spazi limitati (come qualcuno anche di casa nostra vorrebbe farci credere), ma che appartiene a tutti quelli che si battono per un mondo migliore e che credono nella bellezza.

Mi corre l’obbligo (che non è un obbligo, ma un piacere) di ricordare il nostro Dirigente Scolastico l’Ing. Antonello Scalamandrè, che approva e segue con attenzione i nostri progetti, questo come altri in passato, e che ci onora del suo sostegno morale.

Ma le pagine di questo libro esistono solo perchè è esistito Khaled, per il sogno che lui ha rincorso e realizzato, per essere stato un musulmano vero morto (come ci racconta suo figlio) recitando alcuni versetti del Corano, una persona amante della sua città fino a morire per essa e in essa, ma aperto al mondo e alle altre culture, un archeologo attento e preciso nelle sue ricerche sul campo e nei suoi studi, un martire vero, una meteora che si è infranta con la morte corporale per illuminare il mondo e dargli nuova e più potente luce.

Lo so un giorno ci incontreremo in quel Paradiso dei Giusti dove un posto d’onore sarà riservato a Grandi Giusti della storia come Te e noi, se ne saremo degni, staremo anche lì nelle retroguardie e ci beeremo della Vostra vista e berremo alle sorgenti della Vostra sapienza.

Per ora posso lasciarTi solo un messaggio, lo hanno già detto in molti, ma voglio ripeterlo anche a rischio di sembrare banale “Grazie Khaled”. 

Anna Murmura

 


 CARATTERISTICHE TECNICHE: FORMATO 15x20 cm. - copertina morbida in bianco e nero - interno edizione bianco - pagine n. 702

20,00 €

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