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LA FONDERIA DI CAMPANE IN MONTELEONE DI CALABRIA

di LUIGI SCALAMANDRÈ ISBN 978-88-31981-74-3 LIBRITALIA Edizioni

 A Vibo Valentia le campane non si fabbricano più, ma nel corso di tutto il secolo diciannovesimo e parte del secolo successivo, a Monteleone di Calabria, l’attuale Vibo Valentia, esistette una fonderia che produsse, in più di cento anni di attività, le campane che ancora oggi sono in uso sui campanili di numerose chiese.

"Geronimo Olita e Gennaro Olita, mastri campanari girovaghi di Vignola, nel 1713 realizzano di passaggio a Monteleone due campane di orologio per la chiesa di San Michele. Nicola Bruno da Vignola nel 1797 fonde la campana maggiore della Chiesa del Rosario e la campana piccola, che verrà rifusa nel 1871 da Raffaele Scalamandrè.
Successivamente Saverio Bruno da Vignola nel 1804 fonde una campana per la chiesa di San Michele. Sul finire del diciottesimo secolo mastro Gerardo Bruno da Vignola svolge la sua attività nel primo impianto fisso per la produzione di campane a Monteleone di Calabria.
Vignola è l’antico nome di Pignola, un comune della Basilicata a sei chilometri di distanza da Potenza, dove a metà del secolo diciottesimo erano residenti ben cinque famiglie di campanari di nome Olita e Bruno, per un totale di 10 addetti come risulta dal catasto onciario rilevato nel 1754 a Vignola. Dal catasto onciario rilevato nel 1795 sempre a Vignola, 41 anni dopo, è evidente la crescita dell’attività campanaria: infatti risultavano ben 10 famiglie di nome Olita e Bruno, con i capifamiglia registrati e tassati come dediti all’arte dei campanari, per un totale di 12 addetti.
Nella famiglia di mastro Felice Bruno, come registrato nel 1754, esercita la professione di campanaro il figlio Giuseppe Gerardo di anni 12. Questa notizia trova anche riscontro con quanto riportato nel taccuino di Gerardo Bruno, dove sono state annotate le date e i luoghi della sua attività di mastro campanaro, di cui si dirà in seguito. A pagina 25 del suddetto taccuino è riportato: «Campana Grossa del vescovato di Campagnia di Eboli fatta nell’anno 1758 all' età di anni sedici». Pertanto, si può affermare con una certa sicurezza che Gerardo Bruno è il figlio di Felice Bruno e risulterà nel censimento del 1795 come capo famiglia di anni 55.
Inoltre, dalle notizie riportate nei due censimenti citati, risulta come i Bruno fossero imparentati con gli Olita per matrimoni contratti. Infatti, mastro Donato Bruno si vede sposato con Nunzia Olita e Nicola Bruno con Giuseppa Olita. Dallo stesso censimento del 1795, abbiamo la notizia che Saverio Bruno di anni 19, figlio di Nicola e Giuseppa, in quello stesso anno risulta assente da Vignola.
Tale Saverio Bruno, come accennato in apertura, nel 1804 fonde a Monteleone una campana per la chiesa di San Michele. Se consideriamo che il decano dei mastri campanari di Vignola era Michele Olita, il quale nel 1754 aveva 75 anni, possiamo affermare che i Bruno e gli Olita fossero sì i rappresentanti di un’antica tradizione di fonditori residenti a Vignola, ma che avessero esteso il loro raggio di azione in tutto il meridione d’Italia. A causa dello stato di precarietà della viabilità dell’epoca, si trovavano, infatti, nella necessità di realizzare quasi sempre le pesanti campane presso i luoghi di committenza. Ciò viene confermato dalle diverse ubicazioni delle numerose campane fuse dai rappresentanti di queste due famiglie, di cui si dirà più avanti."


CARATTERISTICHE TECNICHE: FORMATO 15x21 cm. - copertina morbida a colori - interno edizione bianco con immagini in bianco e nero - pagine n. 56

12,70 €

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