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LA LAMINETTA DI HIPPONION

E LA DEFINITIVA RIVELAZIONE DEI RITUALI ORFICI
di Maurizio BONANNO ISBN 978-88-31981-00-2 IL CRISTALLO EDIZIONI - Quasi mezzo secolo fa a Vibo Valentia, la greca Hipponion, nel corso di scavi di una necropoli, venne alla luce una laminetta d'oro recante una scritta in greco di sedici versi di andamento esametrico

La lettura e l'interpretazione del testo, col supporto del corredo funebre, assicurarono che si trattava di un'iscrizione orfica, che si veniva ad aggiungere a un buon numero di laminette consimili già note. La nuova laminetta aveva tuttavia, tra gli altri, il pregio della compiutezza. Ne derivò uno stimolo ulteriore per uno studio più approfondito dell'Orfismo. Anche la pubblicazione di Bonanno prende l'avvio dal testo della laminetta ipponiate per una rilettura attenta dei caratteri dell'Orfismo, trattato nei suoi vari aspetti e abilmente presentato in capitoli di sicura efficacia narrativa. Bonanno è giornalista di professione e sa come accostarsi a lettori anche non particolarmente esperti negli argomenti da lui trattati. 
Nel primo capitolo dal titolo suggestivo "Le narrazioni mitiche quale modello socio-culturale" Bonanno delinea le coordinate di approccio al tema. L'approccio è chiaramente di carattere antropologico e sociologico ed è agevolmente condotto; ma può suscitare qualche perplessità in chi proviene da studi di filologia classica. Anche nei capitoli seguenti l'autore utilizza, coerentemente con la tipologia di approccio scelta, strumenti mutuati dall'antropologia. Quasi ad apertura del secondo capitolo intitolato "Gli Orfici, una setta religiosa" si legge: «L'orfismo è noto attraverso un complesso di documenti frammentari, attribuiti dagli autori classici a Orfeo stesso e agli antichi orfici, e risalenti a una letteratura che possedeva un duplice carattere, da un lato teologico-dogmatico e dall' altro religioso- liturgico».
Nel cap. III l'autore tratta specificamente della religiosità in Hipponion, soffermandosi sul culto di Kore-Persefone, ben presente e diffuso nella città e nel territorio, come è attestato dagli storici antichi, da Duride di Samo a Strabone, opportunamente citati, e come hanno messo in evidenza gli scavi condotti dagli archeologi nel secolo scorso. Al culto di Persefone è dedicato il cap. IV "Persefone: mito e leggende", che si articola opportunamente in quattro sezioni: "Persefone, mito e leggende", "La leggenda tradizionale", "Il culto di Persefone a Vibo Valentia-Hipponion e le leggenda hipponiate", "Il pellegrinaggio di Oreste". Bonanno utilizza opportunamente nel corso della trattazione, accanto alle fonti antiche, saggi e ricerche di autori contemporanei (da Giovanni Pugliese Carratelli a Giulio Giannelli a Vincenzo Nusdeo a Giulio Palange). 
Con i capp. V e VI, intitolati rispettivamente "L'Orfismo in Magna Grecia e la diffusione delle laminette d'oro orfiche" e "L'acqua di Mnemosyne: analisi e interpretazione del testo" l'autore tratta il tema di fondo che dà il titolo al volume: "La Laminetta di Hipponion e la definitiva rivelazione dei rituali orfici". Il cap. V delinea un quadro accurato della presenza ampia e ben documentata dell'Orfismo nell'Italia meridionale: si dispone di venti laminette auree orfiche, «grazie alle quali l'iniziato veniva sottratto al ciclo della reincarnazione e avviato alla salvezza» e sulle quali sono date le indicazioni essenziali sul comportamento dell'anima del defunto orfico: «cosa evitare, cosa fare, dove andare, cosa dire».   
L'analisi critica, necessariamente succinta, è peraltro accurata e puntuale. Il cap. VI è dedicato esclusivamente alla laminetta di Hipponion, che viene riportata nella sua interezza e può essere considerata il modello delle epigrafi orfiche, felicemente recuperato per un dono della Tyche. 
          

(Giacinto Namia)

 


CARATTERISTICHE TECNICHE: FORMATO 15x21 cm. - copertina plastificata lucida a colori - interno edizione avorio - pagine n. 95

12,00 €

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