Libritalia
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MULINI-A-VENTO

di Lugi Maria MURONE - ISBN 9788855480338- Libritalia edizioni

 

Il mio caro papà PEPPINO MURONE, un grande UOMO amato erispettato da tutti, ricordo alcuni dei suoi amici: Pasqualino Pileggi, Peppe Liparota, Antonio Raso, Paolino, Antonio Lupia,Monachiallo, Giorgio Landiaro, Gasparino, Peronaggi, Amedeo,Cortese, Nanì Ivaldo, Luigi Ruberto, Gerry Sinopoli e tanti altri.Per passione coltivava personalmente la più bella vigna (Cerasuolo, oltre 2 ettari) della Calabria e come Impiegato fu chiamato a gestire un grande Stabilimento Vinicolo che durante la vendemmia dava lavoro a oltre 100 persone. Apparteneva ai Gallinari di Reggio Emilia ma poi passò al Consorzio Agrario. Era formato da 5 grosse cisterne cilindriche in cemento armato, alte una ventina di metri, con moto-pompe e moderni torchi idraulici, una lunga tubazione collegava le cisterne alla vicina Stazione Ferroviaria. In quel posto noi ragazzi (Luigi, Gennaro, Pasquale e Sinella) abbiamo trascorso i più belli anni della nostra vita. Mi ero appena iscritto al primo anno di ingegneria e si verificò il mio MOMENTO di GLORIA: Si era guastata una grossa POMPA collegata a un potente MOTORE e occorreva cambiarla assieme alla puleggia di trasmissione. Il lavoro si era bloccato e fuori sulla strada una lunga fila di carri e autocarri pieni di uva (oltre un km) in attesa di essere scaricati Insomma l‟attesa era frenetica e non sapendo a chi rivolgersi mi chiesero di calcolare la nuova puleggia adeguando il numero di giri della nuova pompa. Lo feci incaricando il falegname Gasparino di ingrandire la vecchia puleggia con una ciambella di legno. Alla fine, tutti con l‟orologio in mano controllavano con soddisfazione l‟esito positivo del collaudo, cioè l‟esatto numero di giri per l‟avvio della POMPA. Da quel momento diventai un simbolo di fiducia. A tale proposito ricordo il mio amico Giorgio Famularo che mentre partivo per Roma rincorreva il treno gridandomi a voce alta: Luici-Murò ricordati di Me. Con questa nuova atmosfera mio Padre finanziava col suo stipendio la mia carriera universitaria sperando con grande fiducia nell‟avvenire. Però queste SPERANZE si sono svolte assai diversamente, in apparenza un mio disastroso fallimento personale che lo hanno fatto piangere e soffrire di vergogna. Ma io sapevo che le cose non potevano andare diversamente. E‟ vero che la mia carriera universitaria è stata frenata da contrasti intellettuali e penose riflessioni, ma anche e soprattutto a causa di un penoso incredibile incidente giovanile che ricordo come MOMENTO di DISFATTA: Nella palestra scolastica durante l‟ora di ginnastica, un fanatico istruttore fascista (con stivaletti, frustino, camicia nera e fez) comandava di salire la PERTICA. Ci provai varie volte SENZA RIUSCIRE, ma invece di incoraggiarmi il “professore” ironizzò ad alta voce con la ignobile frase: NON PUO‟ FARCELA un CRETINO con DUE DITA di FRONTE. Davanti ai miei amici di cui godevo la stima, forse perché andavo benino in matematica, quell‟arrogante nazista ha beffeggiato una vergognosa offesa che mi ha cambiato la vita. Si dice che a volte la parola può uccidere più della spada. Comunque chiedo perdono a mio PADRE e con grande affetto gli dedico questa sofferta RICERCA.

CARATTERISTICHE TECNICHE: FORMATO 15x21 cm. - copertina morbida a colori - interno edizione bianca - Con immagini in bianco e nero  pagine n. 158

15,00 €

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