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NAVIGARE NELLA COMPLESSITÀ - QUALCHE RIFLESSIONE PER INIZIARE

di Giovanni MARTELLO ISBN 978-88-31981-76-7 LIBRITALIA Edizioni

Chi vuole conoscere la motivazione che ha spinto l’autore a scrivere il presente libro deve leggerlo fino in fondo, perché è nella parte finale che si riscontra la finalità che egli ha inteso attribuire al suo lavoro. Giovanni Martello è uomo di scuola che conosce profondamente il valore dell’educazione dei giovani e, nella sua carriera di docente e di dirigente scolastico, si è impegnato con la sua cultura e la vocazione quasi missionaria a perseguire il suo ideale formativo al servizio della società. Pertanto, non si avrebbe piena conoscenza del contenuto dell’opera se si volesse prescindere da questo suo proposito. È proprio nella conclusione del libro che l’autore rivela il perché ed il fine del suo impegno di lavoro: mettere gli altri a parte della sua visione del mondo attuale, giustificarla culturalmente ed offrire una proposta educativa coerente con le sue analisi. Pertanto, non è suo intento offrire indicazioni immediatamente operative dal punto di vista didattico. Il progetto della sua opera è rivolto alla larga platea dei nativi digitali inseriti nella complessità della realtà globale.
Per l’autore educare implica innanzitutto una piena conoscenza del reale e delle sue manifestazioni, intese oltre la visibilità del quotidiano e proiettate nel futuro attraverso le relative evoluzioni socio-culturali. Per questo motivo Martello affronta direttamente le problematiche del nuovo millennio, considerandole come coinvolgenti ancora per lungo periodo. Esse si possono raccogliere nei seguenti termini: globalizzazione, moderno-postmoderno, complessità e virtualità, tecnologia delle informazioni e consapevolezza dei nuovi pericoli. Si tratta di problematiche che per la loro estensione quantitativa (ormai interessano l’intero pianeta) necessariamente diventano cogenti per la vita di ciascuno e ne determinano l’esistenza nel prossimo avvenire. Per questo motivo meritano di essere introdotte nella cultura di fondo, cioè in quella che si raccoglie nell’anima delle persone, di tutte le persone, incominciando da quelle che si apprestano ad acquisire i primi orientamenti nella vita della scuola. Esse quindi sono destinate a risiedere nel patrimonio antropologico di ogni individuo.
Nel libro lo studio della globalizzazione e della complessità del nostro tempo è trattato da diverse prospettive. Vi è certamente una prospettiva storica, in cui l’autore racconta il progressivo manifestarsi delle novità strutturali collegate alla globalizzazione ed ai nuovi sistemi di informazione. L’inizio di tali processi è visto fin dall’apparizione dell’opera di Lyotard sul postmoderno e procede fino ai nostri giorni. Ma l’analisi storica trova il suo pregio nell’accompagnarsi con le interpretazioni di studiosi che hanno affrontato il tema della globalizzazione nelle sue diverse sfaccettature e implicazioni: società delle informazioni e dei sistemi, virtualità dell’essere, evanescenza e liquidità del reale, nuove organizzazione della mente, gestione delle complessità, pensiero sintetico, etc… Intorno a questi temi il lettore può trovare ampi e approfonditi riferimenti ai testi di insigni studiosi (I. Prigogine, M. McLuhan, F. Capra, U. Beck. A. Giddens, Z. Bauman, etc.).
Con questa duplice verticalizzazione, nella storia e nella cultura, l’autore offre della globalizzazione e della complessità un quadro chiaro e probante, utile nella conoscenza e nello studio della società contemporanea. Certamente si tratta anche di contenuti che possono proporsi nei vari piani di studio dei docenti, offrendo piste didattiche e obiettivi formativi per le discipline che vi sono variamente implicate, ma l’intento va oltre. Per Martello il possesso di queste problematiche orienta, nel suo insieme, il processo educativo per il periodo di permanenza degli studenti nella scuola, proseguendo nel successivo corso della vita. Esse, quindi, non solo attengono ai contenuti disciplinari (il libro è ricco di proposte culturali), ma intendono riferirsi soprattutto alle finalità educative dell’uomo nel suo tempo. Tali finalità, infatti, proponendosi lungo tutto l’arco della vita, devono essere in grado di orientare il lavoro quotidiano della scuola, ispirando obiettivi formativi di più breve durata e coerenti scelte nella trasmissione dei saperi. Si può dire che esse trovano la loro validità ispirando processi educativi per formare il nuovo cittadino: il cittadino che conosce il suo tempo, ne possiede i linguaggi ed è istruito nelle modalità interattive.
Tuttavia sarebbe riduttivo leggere il libro in funzione di una proposta educativa, che peraltro è espressamente richiamata dall’autore. Infatti in esso vi è una larga parte di analisi e di documentazione espositiva, che potrebbe anche non collegarsi con le deduzioni finali. Essa appartiene interamente agli studi e agli approfondimenti di Giovanni Martello, che nella trattazione esprime il suo interno desiderio di fare i conti con la propria adesione ai temi trattati. Questi vanno visti e riletti nella loro oggettiva dimensione culturale (umanistica e, specialmente, filosofica). Un lavoro che Martello conduce sul piano del rigore analitico, evitando il rischio di uno storicismo totalizzante o di un ideologismo personalizzante. Sullo sfondo della società della globalizzazione Martello sceglie gli autori più impegnati e rappresentativi, quelli che hanno messo al centro della loro attenzione i temi più urgenti e realmente più coinvolgenti. Egli non cede alle esuberanze narrative, all’esposizione di prolissità, ai narcisismi culturali. Sceglie quanto ritiene maggiormente rappresentativo delle problematiche proposte e lo fa sia guardando agli interessi esistenziali delle nuove generazioni sia, come già detto, facendo i conti con se stesso, con le sue esigenze etico-morali.
Non vi è rischio di confusione tra oggettività e personalizzazione nel racconto delle tematiche proposte. Si può dire, piuttosto, che la giustificazione di ogni personale adesione diventa termine di confronto per una più approfondita e oggettiva conoscenza dell’argomento trattato. Infatti non c’è dubbio che Martello si avvicini ai temi della nuova società, in quanto li avverte come propri, vi ha già profuso un impegno di studio, continua a chiarirli a se stesso; ma, così facendo, vi attribuisce anche un significato culturale per gli altri, soprattutto per le nuove generazioni. Pertanto non è possibile rovesciare il rapporto, comprimendo il valore di ricerca e di analisi sugli aspetti educativi richiamati nella conclusione, quasi una premessa al discorso finale. Le due parti conservano piena autonomia di ricerca culturale e di proposta valoriale. Spetta al lettore e alla sua libertà trovare momenti di incontro e di separatezza.
Non è difficile trovare consonanza tra gli interessi delle persone attente ai problemi del proprio tempo e quelli mostrati dall’autore nel corso della sua trattazione. Non si tratta di punti di vista personali che Martello intende generalizzare attraverso le sue argomentazioni. Piuttosto egli è impegnato a cogliere l’oggettività delle tematiche, quella oggettività che è divenuta tale in quanto si è liberata da ogni limitazione soggettiva e ormai per convinzione comune si è imposta all’attenzione di tutti. I problemi sono già in evidenza di fronte a noi, che abbiamo il compito di comprenderli, spiegarli e risolverli. Forse ci troviamo nuovamente nella posizione cartesiana di una ragione di fronte al mondo. Tuttavia non più un mondo cartesianamente meccanico, ma intriso di virtualità, di possibilità infinite, più vicino al caos (da governare) che al cosmos (predefinito).
Che tipo di pensiero occorre per navigare in quella che Martello definisce complessità? Quale termine per esprimere sia l’instabilità del reale che quella della ragione? Abbiamo certezze al riguardo? A tale proposito Martello esprime la sua preferenza per i modelli educativi di Morin, che fanno riferimento alla complessità, fluida e mobile, del reale ed impegnano la mente in una nuova sfida per la sua comprensione. L’approccio al pensiero sintetico deriva proprio dalla constatazione dei mutevoli rapporti relazionali insiti nella realtà e ciò richiede una continua rivisitazione dei quadri intellettivi. Oltre l’analisi delle parti è essenziale la capacità di sintesi e di finalizzazione del sapere verso la soluzione di problemi essenziali. Nella scuola occorre non solo interdisciplinarità, ma anche una rivisitazione di tematiche che attengono alle nuove visioni della società e del pianeta (ecologia innanzitutto ed etica che guardi al futuro delle generazioni preservando la vita nella terra). Questa visione complessiva del mondo può essere di guida nella didattica disciplinare e nella rimodulazione degli obiettivi di apprendimento. Il riferimento dell’autore al concetto di competenza (utilizzazione di conoscenze e capacità in situazioni di vita e di lavoro) muove da queste considerazioni.
Infine non va sottovalutato il pathos intellettuale con cui Giovanni Martello procede nell’esposizione dei suoi contenuti. Esso deriva, come già detto, dalla piena convinzione di quanto scrive e dall’adesione ai temi proposti, che continua a sentire come propri ma anche ineluttabili per chi vuole vivere con piena coscienza dei gravi problemi del nostro tempo. Il libro pertanto può essere considerato un appello rivolto a tutti, in particolare a chi, come lui stesso, si è assunto una funzione educativa.


Salvatore Belvedere

 


CARATTERISTICHE TECNICHE: FORMATO 15x21cm. - copertina morbida a colori - interno edizione bianco - pagine n. 100

10,00 €

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