a cura di FOCA ACCETTA ISBN: 9788855481786 LIBRITALIA EDIZIONI
La “Città del Pizzo”, ovvero Pizzo Calabro (provincia di Vibo Valentia), fu fondata nel 1380 per volere dei Sanseverino, per impedire ai corsari che infestavano le coste del mar Tirreno di sfruttare la baia della Seggiola quale luogo di rifugio e ricovero.
Inserita da Ferdinando d’Aragona nel sistema difensivo del Regno di Napoli, nel corso dei secoli XVI e XIX, per tutta una serie di ragioni - la sua posizione geografica, la conformazione dell’abitato, la fiorente attività economica del porto, l’esperienza nautica dei “padron” di barche, lo sfruttamento delle risorse ittiche con l’impianto delle tonnare, le strutture di trasformazione dei prodotti agricoli e l’organizzazione ecclesiastica con la prima collegiata della diocesi - è stata la Capitale dello stato feudale dei Mendoza de Silva principi di Mileto e duchi dell’Infantado, oltre che “una città cospicua per l’amenità dell’aria, sito, struttura, ornamento di edifici, numerosa di anime, e di molte famiglie nobili della provincia, di tutto il regno, e anco di nazioni estere”.
Le sue peculiarità socio-economiche, religiose ed identitarie sono qui analizzate attraverso la disamina di documenti archivistici.



