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Stupendella, la fiaba di Teresa AVERTA - LIBRITALIA

Le fiabe, da sempre, hanno accompagnato l’uomo nell’avventura esistenziale e nel corso della sua vita. Esse rappresentano un prodotto della cultura umana che si colloca al di fuori del tempo e dello spazio. Sono narrazioni originarie della tradizione popolare, caratterizzate da racconti medi o brevi e centrati su avvenimenti e personaggi fantastici (fate, orchi, giganti e così via) coinvolti in storie, a volte, con un sottinteso intento formativo o di crescita morale.

     

Nonostante la tendenza generalizzata a considerare la fiaba e la favola, come la stessa cosa e i due termini sinonimi, si tratta invece di generi ben distinti: la favola è un componimento molto corto (della durata di poche righe) con protagonisti in genere animali, dal comportamento antropomorfizzato, o esseri inanimati; la fiaba, invece è caratterizzata dalla presenza o meno dell'elemento fantastico e magico, completamente assente nella favola, basata invece su canoni realistici. È diffusa l'opinione per cui le fiabe siano tradizionalmente pensate per intrattenere i bambini, ma non è del tutto corretto: esse erano narrate, anticamente, anche mentre si svolgevano lavori comuni, per esempio filatura, lavori fatti di gesti sapienti, ma in qualche modo automatici, che non impegnavano particolarmente la mente. Erano per lo più lavori femminili, ed è anche per questo che la maggior parte dei narratori è femminile; oltre al fatto che alle donne era attribuito il compito di cura e intrattenimento dei bambini.
Le fiabe, tutto sommato, erano un piacevole intrattenimento per chiunque, e "davanti al fuoco" erano gradite ad adulti e bambini di entrambi i sessi. Esse contengono esperienze, a cui tutte le generazioni aggiungono, attraverso le loro testimonianze, qualcosa di molto prezioso per arricchirle. Hanno da sempre aiutato l’uomo a dare un valore al proprio essere nel mondo, al suo rapporto con la natura e con i propri simili. Se anche voi siete cresciuti a pane favola e fantasia, se anche voi avete baciato un discreto numero di rospi con la segreta speranza che si trasformassero in prìncipi, se anche voi siete rimasti tenacemente aggrappati a un ideale romantico che sembra regolarmente destinato a infrangersi contro la realtà, questo libro parla anche di voi.
Perché magari non abbiamo tutte nel cuore la stessa favola, ma la nostra favola la vogliamo tutti. È già qualche anno che vivo la gioia di scrivere, far leggere e raccontare favole e fiabe ai miei alunni a scuola. Ogni volta è come entrare in contatto con qualcosa di speciale, e la cosa più bella è che a ogni lettura, ascolto o visione, la magia si ripete. Vedere una favola rappresentata a teatro, al cinema o sui fogli di un libro non cambia di molto il risultato, perché in ognuno di noi c’è ancora una parte bambina che con le fiabe è cresciuta e attraverso la quale, ha imparato a conoscere se stesso, ad accettarsi e a vincere le proprie paure. Le favole danno la possibilità ai bambini, e non solo, di andare alla scoperta del proprio mondo emotivo.
È possibile attraverso le fiabe apprendere schemi nuovi di comportamento, imparare a rispondere più efficacemente a situazioni difficili o di disagio. In questo modo s’impara a non rimanere vinti dalle emozioni che si vivono. Riconoscersi nei protagonisti, identificandosi, darà loro modo di entrare in contatto con quelle emozioni; impareranno a riconoscerle, ad assegnargli un nome e quindi a esprimerle.
È importante sviluppare il “muscolo” dell’immaginazione, sia per l’età bambina, sia in futuro, per quella adulta. E’ utile per capire e superare i drammi della vita, come l’abbandono, la cattiveria, la paura. La lettura delle fiabe è vissuta piacevolmente da entrambi i sessi. E così come abbiamo detto all’inizio di questo scritto... le favole non sono a uso esclusivo dei bambini ma appartengono a tutti.
La preziosità di molte fiabe consiste nel messaggio che trasmettono: che la vita può essere affrontata con la fiducia di poter superare le sue difficoltà o di accettare un’eventuale sconfitta. Pertanto raccontare fiabe, non è per niente un’azione banale, anzi chi le narra ha una grossa responsabilità verso il bambino.
E per questo che le fiabe sono anche importanti strumenti educativi. Nel percorso di crescita ogni bambino ha bisogno di ricevere un’educazione morale: di sapere quali comportamenti siano giusti e quali riprovevoli. Le fiabe, nella loro struttura semplice e con la trattazione di problemi umani universali, sono adatte a trasmettere degli insegnamenti morali, e talvolta permettono di avvicinare i bambini a "cose difficili" da spiegare in un altro linguaggio.
I miei grandi amici “fratelli Grimm” importanti pedagogisti e scrittori di narrativa per bambini, ci ricordano che: “ le favole sono raccontate ai bambini affinché in una luce pura e lieve, i primi pensieri e le prime forze del cuore si sveglino e crescano” e sono d’accordo e felice di scrivere, fantasticare e continuare a creare libri.
Così facendo... attraverso la lettura delle fiabe, si può svegliare una forza magica nei nostri bambini, per mantener viva negli anni la loro creatività, come contributo al proprio benessere psicologico e di conseguenza anche fisico. Senza dimenticare che, dimensione psichica e fisica nell’uomo sono due entità indissolubilmente legate. Oltre che un piacevole passatempo, la fiaba e la favola diventano un veicolo d’apprendimento, una modalità di comunicazione privilegiata per argomenti complessi, una via d’accesso all’inconscio e altroancora. Inventare una storia, accedere al regno della possibilità, utilizzare la metafora propria delle fiabe permette di raccontare qualcosa di sé, anche senza consapevolezza.
Infine le soluzioni che le fiabe suggeriscono, le possibilità di conclusione felice, i percorsi evolutivi dei personaggi sono un itinerario emozionale da seguire, e un tocca sana per la nostra mente e il nostro cuore.


Teresa Averta

 

News: dal Blog di Libritalia - Author: Teresa AVERTA - TUTTI I DIRITTI RISERVATI

finito di stampare in Luglio 2019 presso le officine editoriali Paprint

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