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La Chiesa e il Quadro della Madonna della Neve di Zungri, il nuovo libro di Eugenio SORRENTINO - LIBRITALIA

“Amor mi spinge a dir di te parole: ma non so incominciar senza tu’ aita, e di colui ch’amando in te si pose”  (Petrarca).

     

Non è facile parlare di Maria, la Madre del mio Signore. Per parlare di Lei bisogna essere santi o poeti. Ma pur non essendo né poeta né santo, vorrei tentare di dire qualcosa spinto dall’amore che porto alla Madonna, quasi “rubando” o prendendo a prestito quanto santi e poeti hanno saputo dire di Lei.

“Amor mi spinge a dir di te parole”, perché come ogni zungrese sono cresciuto sotto il suo sguardo e la sua protezione; perché la mia vocazione di Missionario Oblato di Maria Immacolata è maturata in questo contesto di fede e di devozione del popolo zungrese; perché questo libro sulla storia della Madonna della Neve è frutto di una lunga, appassionata e intelligente ricerca. E se l’autore è anche mio fratello la gratitudine e la gioia è ancora più grande.

Dalla lettura attenta di queste pagine emerge con stupore una importante constatazione: Maria ha manifestato in modo meraviglioso la sua maternità nel nostro paese. Nel Santuario della Madonna della Neve, infatti, noi riconosciamo il nostro centro spirituale, la nostra identità più vera come comunità civile e cristiana. Lì ci sentiamo tutti accolti e raccolti, non solo il cinque agosto nel giorno della sua e nostra festa, ma lì desideriamo anche celebrare gli avvenimenti belli e dolorosi della nostra vita. Il Santuario della Madonna della Neve è la nostra casa più bella e più vera, perché è la casa della Madre. Attorno a questa “Casa” siamo diventati un popolo, e restando fedeli a questa “Casa” saremo capaci di affrontare con coraggio e creatività le nuove e impegnative sfide della vita. Il quadro che noi veneriamo ritrae Maria come una bella e giovane donna. Contemplando Maria ci accorgiamo che ci parla anzitutto con la sua bellezza e della sua bellezza, perché la bellezza ha un linguaggio universale.

Ma di quale bellezza Maria ci parla?

Il suo segreto di donna sempre giovane e bella è quando è racchiuso tra le sue mani: Gesù. Non quindi una giovinezza anagrafica, da calendario, e neppure una bellezza fatta di esteriorità e ornamenti. È come se Maria dicesse a ciascuno di noi personalmente e come popolo: “vuoi rimanere giovane e vivere una vita bella? Ecco il mio segreto: Gesù. Ascoltalo nella sua parola, nutriti di lui nell’eucaristia, accoglilo nei poveri dai molteplici volti”. Meraviglioso messaggio di gioia e di speranza per tutti e praticabile da tutti.

Il libro che hai tra le mani riporta anche alcune testimonianze di devozione con cui il popolo di Zungri ha voluto cantare l’amore per la sua Madre, perché “tutte le genti mi chiameranno beata”.

Sapremo noi aggiungere una nota originale di lode e di gratitudine? La vera devozione però non ha nulla a che vedere con “lacrime e sentimenti piccini: fiorellini che appassiscono al primo venticello di difficoltà” (santa Teresa d’A.). La sfida per noi è il passaggio dalla devozione all’imitazione; la devozione dice ancora distanza, il più delle volte dice solo richiesta; l'imitazione è entrare in un rapporto di intimità e questo è tipico di chi ama. Chi ama veramente, imita, prende sul serio Maria, cioè la sceglie come amica e guida nel cammino di vita cristiana.

E non dovremmo dimenticare che “Maria è la più grande contestatrice, che ci sia stata dopo Gesù” (Chiara Lubic). Il suo cantico, il Magnificat, è come un manifesto di una rivoluzione sociale per trasformare il mondo: perché i superbi saranno dispersi, i potenti rovesciati dai loro troni, i ricchi mandati via a mani vuote, mentre gli umili saranno esaltati, gli affamati ricolmati di beni, e il suo popolo sperimenterà la misericordia. E desidero concludere con una parola di gratitudine verso colui che ci ha fatto dono di questo prezioso libro, e a te che leggi di averlo come compagno di viaggio nella vita, perché i libri parlano quando hai bisogno, tacciano quando si vuole silenzio. Fanno compagnia senza essere invadenti.

Danno moltissimo senza nulla chiedere (Tiziano Terzani). E alla comunità di Zungri l’augurio che si fa preghiera, che la conoscenza storica delle proprie radici faccia maturare la consapevolezza che più che un popolo devoto di Maria è necessario diventare un popolo innamorato di Maria. Prendendo sul serio, come rivolte a ciascuno di noi e a tutti noi insieme, le parole di Gesù: “Ecco la tua madre”.

Zungri, 27 maggio 2019

Pino Sorrentino

News: dal Blog di Libritalia - Author: Eugenio SORRENTINO - TUTTI I DIRITTI RISERVATI

finito di stampare in Luglio 2019 presso le officine editoriali Paprint

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