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Deutero, le meteore e Dio di Carmine Saccu - LIBRITALIA

Carmine Saccu si racconta...

 

      

Cosa avesse spinto Deutero quel giorno a versare una tazza di acqua tiepida con il lievito di birra sopra un piccolo cratere di farina e semola non lo sapremo mai. Ciò che è certo è che nell'impastare con le mani la massa di pasta che si andava formando si era lasciata andare, e con lui anche il pensiero, verso le libere associazioni. Non c'è fretta né in Deutero, né nell'operazione che stava svolgendo perché richiedeva i suoi tempi. Per questo la massa di pasta si lasciava maneggiare dando, con la sua consistenza, alla mano stessa il ritmo e il tempo che ancora lasciava lontane le forme. La massa indifferenziata senza forme dà tempo all'animo di prepararsi all'atto creativo legato all'estro o al bisogno, oppure permette all'anima di adagiarsi su forme e riti che si tramandano. Cogliere il momento è entrare nella coscienza, nella coscienza di non sapere ancora se quella massa col sale avrebbe preso una forma e con lo zucchero un'altra.
Lente le dita affondavano perdendosi, lasciando che il carpo e il metacarpo, facendo pressione, stendessero una forma breve come l'onda del mare in risacca. Deutero pensò in quel momento che avrebbe potuto creare il destino, pensiero fugace, perché sapeva che una parte di quel destino era già segnato, "ma non importa", si disse, quel che rimaneva aveva sufficiente spazio per farlo sentire libero.
Quel giorno l'impasto informe fu diviso: una parte fu posta in una terrina e coperta perché rimanesse al caldo, l'altra continuò ad essere rimestata.
L'incontro di due desideri le aveva separate, ognuna di essa pronta ad essere diversa dall'altra ma all'unisono con il loro creatore. E Deutero, dunque, ebbe coscienza di essere il creatore. In un'altra parte dell'anima il foglio bianco lo aveva guardato paziente più volte ieri, l'altro ieri, molto tempo prima. Deutero non si era accorto di lui, non aveva coscienza dell'incontro. Bianco come nudo per darsi tutto, era stato eluso più volte da sempre. Quando però in quell'istante la pasta fu stesa più fine sulla tavola, l'immagine del foglio bianco divenne più chiaro associando il desiderio latente. Viaggiarono insieme complice il giuoco metaforico che le due immagini avevano creato per stanarlo, guardò il foglio bianco e non ebbe più paura del suo desiderio e cominciò a scrivere.

 

News: dal Blog di Libritalia - Author: Carmine SACCU - TUTTI I DIRITTI RISERVATI

finito di stampare in Agosto 2019 presso le officine editoriali Paprint


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