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Riflessi, la raccolta di poesie di Vincenzo RUPERTO - LIBRITALIA

"I riflessi s'incrociano, pulsano luce e rasserenato rimpianto, come si evince dai versi della poesia 'Il nostro amore' " .

 

      

Ho letto, per gentile concessione di Vincenzo, la sua opera prima che fosse pubblicata, incuriosita sia dalla persona che stimo e rispetto molto e di cui condivido il pensiero politico, sia dal titolo alquanto originale, scelto per la sua raccolta di poesie.

Sono rimasta piacevolmente colpita, ma non sorpresa, dalle sue composizioni in cui rivela tutta la sua grande energia interiore e sensibilità di persona culturalmente impegnata.

L’idea di intitolare la sua produzione “RIFLESSI” scaturisce dal suo concepire la vita come un insieme di riflessi, le cui luci sono le persone e le cose che illuminano lo scorrere del tempo (passato e presente) con i tanti ricordi e le tante esperienze talvolta difficili e dolorose, talvolta fortunatamente gioiose. È come un abile pittore che fissa sulla sua opera la luce del tempo e delle sue stagioni. Lo stesso concetto dell’amore è impregnato di vita, vita vissuta e da vivere nella comunità di cui facciamo parte. Non si limita, perciò, alla relazione uomo-donna, ma ad un sentimento di più ampia valenza, ad un rapporto tra reale e virtuale, tra il desiderio di voler dare il proprio contributo al benessere dell’altro, al sociale, e il rammarico per non riuscire ad offrire quell’aiuto alla “spinta propulsiva” per un mondo migliore. L’amore-vita, dunque, come valore collettivo, come nesso essenziale, per il ricordo nel tempo, dell’azione e presenza dell’es­sere umano. Poesie che raccontano di addii, di relazioni finite che non riguardano soltanto persone, ma vanno lette ed interpretate come una trasposizione attraverso metafore del dolore per la separazione, distacco dai luoghi della propria giovinezza, come triste rammarico per la scomparsa delle tradizioni culturali, di usi e costumi di un mondo che ha amato e che non esiste più, ma di cui conserva indelebile il ricordo. Profondo, perciò, il rapporto con la sua terra natia, con il paese e numerosi sono i Riflessi che lo riguardano come in:

 

Dammi la mano e lenta cammina, / in questi luoghi da tempo / non passa nessun netturbino, / nessuna lettera porta il postino, / sui balconi non più vasi con i fiori…

…….

Sulla strada deserta. / Si vede una casa / col tetto crollato, / con varie fessure / sui muri cadenti, / con il solo balcone / senza gli infissi / con ringhiera di ferro battuto.

…………

Il paese. / Il paese, l'amato mio paese, / s'illumina, sembra sorridere; / guardo, è vuoto il balcone / ormai tutto è passato.

…..

Piccolo borgo abbandonato. / Non si muore e non si nasce / in questi luoghi, non vi è più / culla dove un bimbo dorme o piange, / non vi è più mamma / che col canto l’addormenta / e il capezzolo gli porge del suo seno. / I comignoli non fumano sulle case, / non più fiori adornano i balconi. / La mia piazza, la mia piazza, / da lei vorrei poter tornare, / mi direbbe con il suo sorriso / sei venuto, non te ne andare.

 

I riflessi s'incrociano, pulsano luce e rasserenato rimpianto, come si evince dai versi della poesia 'Il nostro amore'. Nella sua parafrasi spiega come la vita-amore è tempesta, lotta, serenità, dialoghi e conoscenze, amicizie, rispetto, miseria e nobiltà d'animo che si possono esaminare, comparare, individuare solo se non si ergono muri, aprendo finestre e balconi della mente. Riflessi di bellezza della vita, sia nelle molte sofferenze sia nelle poche gioie. Sofferenze e gioie che a loro volta sono sorgenti che si riflettono in tanti altri specchi dell'esistenza umana:

 

"Esci dalle chiuse tue stanze / apri finestre e balconi"… / …“Il nostro amore è nelle bufere, / nei vortici del mare in tempesta, / danza tra nebbie sotto la pioggia / vola tra le nuvole mosse dai venti".

 

L'autore spazia i suoi orizzonti poetici in molti riflessi che arrivano dalla luce del passato e da quella del presente. Lotte e sogni nella realtà del passato e del presente, occhi e pensieri sulla nuova realtà dell'oggi, incrocio di riflessi tra antico e moderno.

La sua poetica, ricca di sensibilità umana, non si sottrae ad esprimersi anche nei confronti del fenomeno migratorio cui dedica in Riflessi i suoi versi a due ragazzi immigrati, uno morto bruciato in una baracca di San Ferdinando (RC) e l'altro che incontrava all'uscita da un supermercato. Forte risulta essere il riflesso di un emigrato suo paesano che, dopo tanti anni di lavoro all'estero, non riesce a realizzare il desideri di ritornare al suo paese dove c'era una casa ad attenderlo!

 

Non si vide tornare, / restò chiusa la casa, / senza più fiori / a finestre e balconi. / Una bianca colomba / su quella casa / e sui quei luoghi / un giorno volò, / due morbide piume / sbattendo le ali / cadere lasciò, / due baci d'amore / da chi più non tornò.

                          

Le poesie scorrono piacevoli, toccando vari riflessi-temi dal ricordo di una casa (celando l'intero paese) ai terremoti, dall’incanto per una natura profondamente vissuta (testimone silenziosa del suo viaggio) alla tragedia di Nizza, dagli studenti all'uscita di scuola agli amici e, perché no, a tante figure di donne prese come il miglior simbolo del riflesso della bellezza sul grande mare della vita umana.

 

Rosa Anna Nespoli

 

 

News: dal Blog di Libritalia - Author: Vincenzo RUPERTO - TUTTI I DIRITTI RISERVATI

finito di stampare in Ottobre 2019 presso le officine editoriali Paprint

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